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sabato 21 agosto 2010

Living in Africa





Un conto è fare il turista, un altro conto è vivere in Africa. Ti devi pur fare da mangiare, rassettare la casa, fare il bucato, tagliarti i capelli e magari rifarti la tinta perchè le radici bianche cominciano a farsi vedere, toglierti quel callo maledetto che si è formato sotto l'alluce destro.. beh, alcune cose le puoi fare altre no. Bravi, avete indovinato: i parrucchieri da donna non esistono, le tinte per i capelli sono unicamente deep black e i pedicure non si sa che cosa siano. O meglio è pieno di parrucchiere che ti mettono le extensions ( quelle treccine di plastica che attacchi ai tuoi capelli) ma bisogna avere i capelli di un'africana, simili alla paglietta per grattare le pentole per poterle applicare se no i quattro peli europei che ti trovi sulla testa li perdi inesorabilmente. I pedicure: che cosa se ne fanno visto che il massimo delle scarpe che vedi in giro sono le infradito di gomma? Quindi con un ricordo lontano del taglio fatto da Mario il parrucchiere, i capelli color topo incanutito e il callo dolente vai a fare la spesa. In tutto lo Zambia impera lo Shoprite. E' l'equivalente della Esselunga, dove trovi tutto quello che da nessun'altra parte puoi trovare (uno per tutti il Camambert, anche se in 4 mesi è comparso due volte e costa come un tartufo di Alba) , regno incontrastato dell'Unilever, della Nestlè,della Colgate. Volere o volare ti becchi anche qui lo "Svelto" che si chiama " Sunlight", la saponetta "Dove" col volo di colombe ,la serie infinita di creme per il corpo che vanno sotto il nome di "Vaseline", l'immancabile "Vim" ma solo in polvere ( si capisce che lassù non ritengono le mani africane degne di cura), e via col "Coccolino". I bambini poi dalla nascita alla prima adolescenza si nutrono di "Nido" prima e "Nesquik" più avanti. Caparbiamente dichiaro guerra alle multinazionali, i panni li lavo con il "Boom" e la pelle me la idrato con "Novacare"prodotti in Zambia: costano meno della metà e fanno lo stesso identico effetto dei parenti ricchi . Il "Boom" è una pasta color turchese che si scioglie nell'acqua ed è un must per le donne zambiane, non ci rinuncerebbero per niente al mondo. Come non rinuncerebbero all'inshima. E qui apriamo il capitolo del che cosa si mangia. Gli zambiani mangiano l'inshima, una polenta bianca come quella che facciamo a Venezia ma molto ma molto più spessa, accompagnata dalle immancabili rapes, una sorta di catalogna da noi inesistente, o dalle foglie di cassava (idem). Immancabile è anche il cavolo mentre pomodori, cipolle e green peppers vengono utilizzati per insaporire le foglie sopraddette. Il tutto annegato in qualche decilitro di cooking oil dall'inconfondibile odore di olio strausato di Mc Donald. Questo tipo di verdure le trovi nei mercati tradizionali che sono un vero spettacolo per gli occhi. Talvolta compaiono le uova strapazzate o la kapenta ( pesciolini pescati nel Kariba lake, essiccati e ribolliti) e se sei fortunato il pollo. E va bene, si può fare una, due, tre volte, ma non due volte al giorno per tutta la vita. Anche perchè a stomaci non abituati, la polenta locale provoca una pirosi gastrica importante. Niente a che vedere comunque con la cucina indiana di cui ho già abbondantemente parlato: lì vai proprio a fuoco a partire dalla lingua per finire alle budella. La tragedia è quando finisci il Maalox, i prodotti antiacidità locali fanno l'effetto delle pastiglie Leone. Mi dicono invece che i "Bush rats" fritti sono una prelibatezza e, come valore aggiunto, ti fanno correre velocissimo: proprio come un topo. Mi sono stati proposti alla fermata dei minibus di Kafue insieme ad un'altra delizia, i bruchi allo spiedo. Purtroppo era un po' presto per il pranzo e ho dovuto rinunciare. Perchè fate quella faccia? E' proprio la stessa faccia che fanno qui quando dico agli zambiani che noi lassù mangiamo i conigli. La stessa che sta mostrando Brandina , chef qui a Olga's, quando le ho fornito la ricetta del coniglio alla cacciatora.